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Napoli-Giugliano: intervista a Luigi Guarino, presidente del Consiglio dal 2008 al 2012

25 luglio 2013

Cosa ha significato, secondo lei, il recente sequestro di 9 lidi a Varcaturo?

“Questo sequestro, avvenuto ad inizio luglio, è stata una vera e propria ‘botta’ per tutto il comparto. Per gli operatori locali, compresi quelli del cosiddetto indotto, la stagione ormai è finita. E, tra l’altro, molti imprenditori della fascia costiera stanno anche pensando di chiudere tutto e andarsene, perché ritengono più opportuno andare a creare impresa in un altro Comune nel quale, magari, esistono regole certe e istituzioni realmente vicine a coloro che intendono creare occupazione. Tutto questo a Giugliano, provincia di Napoli, purtroppo non succede. Se, ad esempio, certi lidi non avevano i requisiti, determinati accertamenti andavano fatti, a mio avviso, nei mesi di gennaio o febbraio di quest’anno. In tal modo si sarebbero definite regole precise e chi, tra gli operatori turistici, avrebbe dovuto svolgere adempimenti burocratici per rientrare nella legalità, avrebbe avuto anche il tempo necessario per decidere se adeguarsi ai parametri normativi vigenti oppure chiudere l’attività in maniera consapevole”.

Giugliano, città commissariata per infiltrazioni camorristiche. Quali le problematiche sul tappeto, attualmente?

“Innanzitutto debbo fare una premessa. Da cittadino so che alcune associazioni di recente hanno fatto ricorso contro il decreto di scioglimento dell’aprile scorso. Beh, io su questo argomento vorrei conoscere la verità. Vorrei sapere quali sono le persone che realmente hanno avuto legami di un certo genere. Sarebbe importante se, una volta e per tutte, le mele marce fossero individuate e messe da parte. Per il momento, invece, sotto questo aspetto è tutto indefinito.

Poi, per quanto riguarda il resto, possiamo dire che Giugliano, anche durante questa fase commissariale, sta avendo problemi con la raccolta differenziata e con il servizio di smaltimento rifiuti. Noi, quando siamo stati in amministrazione, una spinta l’avevamo data, nonostante le critiche demagogiche che ci piovevano addosso e le tante difficoltà quotidiane da affrontare. Ora, da cittadini, ci auguriamo solo che i commissari sappiano scegliere le soluzioni più giuste per Giugliano”.

In chiusura, un suo pensiero su Antonio Castaldo, sindaco dal 2001 al 2002 e scomparso pochi giorni fa all’età di 62 anni.

“Ero suo amico e conoscevo la sua famiglia. Nel corso degli ultimi 10 anni l’ho incontrato varie volte e so che ha dovuto combattere una grave malattia. Come sindaco di Giugliano è stato un politico molto determinato. E io all’epoca sono stato uno dei tre consiglieri comunali che non hanno firmato le dimissioni dalla carica elettiva. Gli altri 27 miei colleghi, invece, nel 2002 hanno fatto il contrario, decretando, quindi, il commissariamento e la fine anticipata di quell’esperienza amministrativa. Sin da subito, già dalle prime fasi di quel percorso politico, gli dissi che certe cose non stavano andando bene… perché intorno a lui c’erano un paio di persone che… prima lo avevano appoggiato in campagna elettorale e poi avrebbero voluto manovrarlo a loro piacimento… Lui, però, pur essendo una persona disponibile e abituata ad ascoltare, era un tipo determinato e, quindi, intendeva svolgere il suo ruolo fino in fondo per il bene esclusivo di Giugliano. Ma questo gli fu impedito”.

Gianluca Russo

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